Banco Emiliano rende felici 1000 clienti

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Una banca che restituisce denaro ai propri clienti, trattenuto per operazioni irregolari è, già di per sè, un evento più unico che raro. Se poi il denaro restituito ammonta a quattro milioni e mezzo di euro, spartiti tra mille correntisti, ecco che l’avento assume una portata davvero unica.

L’istituto di credito in questione è il Banco Emiliano, nato nel 2014 dalla fusione con Banca Reggiana, che ha restituito somme relative ad interessi che sono stati incassati in maniera irregolare, dall’ex Banca di Credito Cooperativo di Cavola e Sassuolo. Ma vediamo nello specifico come si sono svolti i fatti e le motivazioni che hanno spinto la banca a tale restituzione.

Contestati i tassi di interesse

Tra il 2009 ed il 2013 la Banca di Credito Cooperativo di Cavola e Sassuolo, avrebbe incassato da un migliaio di correntisti, dei tassi di interesse che non erano dovuti, a causa di modifiche unilaterali. C’era infatti una discrepanza tra i contratti mutuo sottoscritti davanti al Notaio, ed i tassi di interesse relativi. Un atto scorretto, antigiuridico, ma non rilevato all’epoca dai clienti dell’istituto bancario, che non avevano esercitato azioni legali per la restituzione.

E’ stato lo stesso Banco Emiliano, in sede di fusione, a rendersi conto di tale errore, ed a volervi porre rimedio restituendo quanto indebitamente incassato, ben quattro milioni e mezzo di euro. Una bella somma, non c’è che dire! Tanto più se si pensa all’attuale crisi del sistema bancario, in equilibrio precario tra perdite di bilancio e fallimenti di istituti.

Perdite di bilancio consistenti

Inutile dire che tale operazione ha inciso negativamente sul bilancio del Banco Emiliano, che ha registrato una perdita complessiva di undici milioni di euro. Infatti oltre a tale gesto di trasparenza nei confronti dei correnti dell’ex Bcc, il Banco Emiliano ha altre sì messo in atto operazioni di solidarietà interbancaria con altri istituti cooperativi in forte difficoltà economica, per oltre otto milioni di euro.

Nonostante ciò il Banco Emiliano ha visto comunque un incremento della propria clientela, passata dai 18.587 clienti registrati nel 2014, agli attuali 20.101, oltre ad un incremento del proprio capitale sociale, salito a 39,5 milioni di euro, con un +2,06%. Ottimi presupposti dunque, per un istituto bancario che si è reso protagonista di una campagna di solidarietà senza precedenti nel nostro paese.

Il sistema mutualistico delle BCC

La realtà delle Banche cooperative, che si basano su un sistema mutualistico interno tra soci, ad oggi perfettamente funzionante, è presente soprattutto nelle piccole realtà di provincia, dove è molto sentito il senso di responsabilità e partecipazione e il legame con il proprio territorio.

Basti pensare che, mentre le circa 400 Banche di Credito Cooperativo presenti sul territorio, sono state spesso chiamate a “salvare” altri istituti con azioni di solidarietà interbancaria, nessuna BCC ha di contro, a sua volta, ricevuto mai alcun aiuto. Un sistema mutualistico a tutto tondo che ad oggi non ha mai portato i soci delle BCC a rimetterci denaro o investimenti.

Al via le indagini della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza che si è occupata delle indagini in concerto con il sostituto procuratore Giulia Stignani, ha indagato due dei vertici operativi dell’ex Banca di Credito Cooperativo di Cavola e Sassuolo per il reato di truffa.

Ciò che ha destato i sospetti delle Fiamme Gialle, è stato come tali operazioni siano sfuggite ai controlli interni ed alle ispezioni della Banca d’Italia e della Federazione delle BCC. Controlli periodici molto approfonditi che tuttavia, in quei quattro anni, nulla avevano rilevato di insolito, nonostante l’ingente cifra anomala poi riscontrata.

Lo stesso Banco Emiliano aveva poi presentato, a suo tempo, un esposto alla Guardia di Finanza richiedendo accertamenti sull’operato del management dell’ex Banca di Cavola. Una mossa per auto tutelarsi da eventuali responsabilità penali?

La situazione attuale del Banco Emiliano

Il Banco Emiliano, nonostante le vicissitudini e le restituzioni di denaro ai correntisti, non ha comunque registrato una riduzione del patrimonio complessivo, che ad oggi è ancora solido.

Questo grazie a diversi interventi, in particolare quello della BCC del’Emilia Romagna che ha portato nelle casse circa 20milioni di euro, ed all’impegno e responsabilità dei vertici del Banco Emiliano. Grazie alla ripresa è stato possibile non solo risolvere una situazione critica e delicata, ma anche rilanciare attività a sostegno di famiglie, lavoratori e società del territorio

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