Economia e benessere in Italia e mondo (crisi economiche)

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Il verdetto del World Happiness Report 2017: Dal 2012 le Nazioni Unite hanno lanciato l’iniziativa annuale World Happiness Report, in cui la Sustainable Development Solutions Network pubblica la classifica dei Paesi più felici. La situazione di economia e benessere in Italia e mondo nel 2017 vede gli Stati del nord Europa contendersi i primi posti, come ormai succede da diversi anni.

Su 155 nazioni partecipanti, l’Italia si posiziona al quarantottesimo posto, rimanendo più o meno nella stessa zona grigia di classifica degli anni passati. Al primo posto la Norvegia spodesta la Danimarca, mentre le zone dove le condizioni di vita sono peggiori sono l’Africa subsahariana, la Siria e lo Yemen. Quasi tutti i Paesi nelle prime dieci posizioni della classifica si trovano nel nostro continente europeo.

Il direttore della SDSN Jeffrey Sachs ha spiegato che la felicità di uno Stato è data dall’equilibrio tra prosperità, capitale sociale, fiducia nel governo e nel futuro e bassi tassi di disuguaglianza. I fattori analizzati per stilare la graduatoria sono il PIL pro capite, la libertà, la generosità, l’aspettativa di vita, il sostegno sociale e il livello di corruzione del governo, il livello di crisi economica in Italia e nel mondo. Questa la classifica ufficiale:

– Norvegia
– Danimarca
– Islanda
– Svizzera
– Finlandia
– Olanda
– Canada
– Nuova Zelanda
– Australia
– Svezia

La situazione dell’economia italiana

Altre classifiche più dettagliate, come ad esempio il Social Progress Index, pubblicato direttamente dall’Università di Harvard, forniscono un quadro più chiaro della situazione. Il Social Progress Index analizza economia e benessere in Italia e mondo attraverso poco meno di sessanta parametri, tra cui la sicurezza, la sanità, l’educazione, il rispetto dell’ambiente e la corruzione.

Per quanto riguarda il nostro Paese, siamo la popolazione più longeva dopo il Giappone, abbiamo un tasso di mortalità infantile e un sistema di istruzione tra i migliori al mondo. Possiamo concederci lussi sconosciuti in altre parti del globo, come più di un abbonamento telefonico per abitante. In pochissimi in Italia sanno cosa significa morire di fame.

A farci precipitare nelle classifiche di economia e benessere in Italia e mondo ci sono però diversi punti deboli. Che siamo famosi in tutto il mondo per tasso di criminalità e corruzione non si scopre certo oggi. Ma, stando alla graduatoria, siamo anche poco attenti all’ambiente, soffriamo di obesità e i nostri universitari sono più fannulloni rispetto a tanti altri Paesi vicini.

In definitiva l’Italia ha un bilancio in cui i numerosi aspetti positivi sono offuscati e ridimensionati da carenze ed impasse che durano da tanto tempo ma ancora non sono state risolte. In questo senso, un dato è particolarmente eloquente: siamo al novantunesimo posto per numero di cittadini che si sentono liberi e padroni della propria vita. Dietro a Mali e Libia.

La situazione economica del resto del mondo

I Paesi che figurano ai primi posti nel World Happiness Report si posizionano praticamente al vertice di tutte le classifiche su economia e benessere in Italia e nel mondo. A quanto pare l’Europa è il continente con più Stati felici e il tenore di vita di Svizzera, Norvegia, Islanda, Danimarca e Finlandia è davvero difficile da superare.

Tra i grandi assenti ai primi posti ci sono certamente gli Stati Uniti che, un po’ come l’Italia, mostrano numerose lacune e tanti aspetti da migliorare o tenere più sotto controllo. Com’è risaputo, negli USA il sistema sanitario non è accessibile a tutti e problemi come obesità, razzismo, scene di violenza e sprechi sono all’ordine del giorno.

L’Europa ottiene buoni piazzamenti anche per quanto riguarda l’apertura all’omosessualità. L’Olanda, nazione storicamente tollerante e predisposta all’accoglienza delle diversità, spicca su tutti, accanto a Spagna e Islanda. Agli ultimi posti si trovano Paesi come Pakistan, Tajikistan e Afghanistan, in cui purtroppo la negazione di molti diritti è all’ordine del giorno.

Il quadro generale benessere e crisi economica emerso dalle ricerche

Facendo una rapida sintesi delle graduatorie su felicità, economia e benessere in Italia e nel mondo, la prima cosa che salta all’occhio è il divario tra salute dell’economia e progresso sociale per la maggior parte dei Paesi. Praticamente è raro trovare situazioni in cui ricchezza e PIL vanno di pari passo con libertà, realizzazione e qualità della vita. Ai primi posti di molte classifiche c’è il Costarica, che non è esattamente una potenza economica.

Negli ultimi anni l’importanza e l’affidabilità delle classifiche a cui si è fatto riferimento sono molto cresciute. Recentemente l’Unione Europea ha deciso di non limitarsi a prendere in considerazione gli sterili parametri economici e ha pensato di servirsi del Social Progress Index per decidere come investire i fondi destinati agli aiuti umanitari nelle zone maggiormente in difficoltà.

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